Impressioni di viaggio. La ricerca linguistica ed etnografica di Paul Scheuermeier, 1920-1932 da sabato 17 maggio 2008 a domenica 14 settembre 2008La mostra, curata dall’Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS) dell’Assessorato Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, è parte del progetto transfrontaliero Interreg IIIA, tra Regione Lombardia e Canton Ticino, finanziato dalla Unione Europea, dedicato all’opera del dialettologo ed etnografo zurighese Paul Scheuermeier. Scheuermeier, figura pionieristica nel panorama della ricerca sul campo, varca nel luglio 1920 il confine svizzero per iniziare la sua avventura italiana che lo porta a viaggiare 15 anni per tutta la penisola per conto dell’Atlante linguistico ed etnografico dell’Italia e della Svizzera Meridionale. Visita i comuni più significativi per il dialetto parlato raccogliendo informazioni e lessici attraverso questionari dettagliati sottoposti agli informatori locali. Fotografa oggetti, paesaggi, persone, e traccia schizzi e disegni dei particolari. In Lombardia realizza circa 500 fotografie e quasi 300 disegni; raccoglie il dialetto in 50 comuni e villaggi sperduti della montagna e della pianura. E’ il primo eccezionale archivio sistematico sulla lingua, le tecniche e le condizioni del lavoro agricolo ed artigiano lombardo. Verrà presentata una scelta delle fotografie e dei disegni realizzati dal ricercatore svizzero che saranno esposti sia nella versione a stampa fotografica sia in versione multimediale, con utilizzo di schermi sensibili e interattivi, capaci di incrociare informazioni scritte (lemmi, diari di viaggio, carteggi), grafiche (schizzi e disegni), fotografiche, e di restituire, almeno in parte, il senso del viaggio, il contesto degli oggetti, i paesaggi e le atmosfere che fanno da sfondo alle persone che Scheuermeier incontrò nel suo lungo itinerario lombardo.
La manifestazione, organizzata con il patrocinio della Regione Lombardia, della Provincia di Lecco e della Rete per i Beni e per i Musei Etnografici Lombardi fa parte del progetto Voci e gesti della tradizione Beni immateriali e protagonisti nei musei etnografici Che cosa offre la mostra Raffinate annotazioni sui lavori e sui costumi delle persone ripese, parole e frasi trascritte nei dialetti dei vari luoghi con estrema precisione, bellissime fotografie scattate a Canzo, a Civello (oggi Villa Guardia), a Colico, a Introbio, a Germasino e in tante altre località di tutte le province della nostra regione, ci restituiscono un mondo che non c'è più ma che dal primo Novecento riporta per molti aspetti ai secoli o ai millenni precedenti. Il visitatore può scegliere da una giostra di immagini che ruotano davanti a lui su un maxischermo di ingrandire le foto che vuole vedere nei dettagli. Basta allungare un dito e avvicinarlo a sé. Grazie ad un gesto che sembra magico, chi viene al museo può avvicinarsi a un passato incredibile di tante persone e tanti luoghi fissati dagli scatti di Paul Scheuermeier. E poi in un'altra sala si possono vedere, su due schermi in parallelo, i cambiamenti e gli stravolgimenti di ambienti che in alcuni luoghi della Lombardia sono intervenuti dagli anni '20-'30 ad oggi. Buscarino e Meazza sono tornati, infatti, con la macchina fotografica negli stessi posti in cui Scheuermeier condusse le sue interviste e fece le sue fotografie. Si possono poi sfogliare tre splendidi volumi di foto, disegni e testi di Scheuermeier e su Scheuermeier che mettono a disposizione tutto il materiale inedito che il grande dialettologo diventato etnografo per strada ha prodotto sulla Lombardia di 80 anni fa. Le guide del MEAB vi aspettano.
|