Regolamento del Museo Etnografico dell'Alta Brianza
Art. 1 Istituzione e finalità
Il Museo Etnografico dell'Alta Brianza, di proprietà del consorzio Parco
Monte Barro, è un istituto museale che ha come proprie finalità
di raccogliere, conservare, studiare e valorizzare le testimonianze materiali
e immateriali della cultura, degli usi e costumi della gente che ha vissuto
e vive nel territorio dei Comuni consorziati e della Brianza collinare.
Il Museo Etnografico dell'Alta Brianza (da qui in poi MEAB) è amministrato
e gestito dal consorzio Parco Monte Barro (d’ora in poi Consorzio), attraverso
i suoi organi, di concerto con il personale e gli organismi del Museo stesso.
Secondo gli orientamenti assegnati al Museo dall’Iinternational Council
Of Museums (ICOM) e le indicazioni contenute nella D.G.R. n. 7/11643 del 20/12/2002
della Regione Lombardia, il MEAB è un centro di ricerca etnografica,
senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, che
mette a disposizione del pubblico ed espone a fini di studio, educazione e diletto,
i beni materiali e i beni immateriali, gli oggetti e le testimonianze, acquisiti
mediante la ricerca.
Più in particolare il MEAB intende:
a) raccogliere, conservare, ordinare e studiare le testimonianze presenti nel
territorio che si riferiscono alla storia, all'economia, al lavoro, alla vita
quotidiana, al folklore, ai dialetti, ai costumi e agli usi della gente che
ha vissuto e vive nell’alta Brianza;
b) promuovere la conservazione delle tradizioni e delle tecnologie che sono
patrimonio della gente brianzola;
c) promuovere la valorizzazione del patrimonio paesaggistico e architettonico
di interesse etnografico el territorio in collaborazione con enti pubblici e
associazioni private;
d) promuovere e pubblicizzare studi e ricerche a carattere etnologico come pure
promuovere nel territorio del Parco e dell'alta Brianza il recupero di attività
tradizionali e, ove possibile, la reintroduzione di specie e varietà
animali, fruttifere e botaniche storicamente legate al territorio, compatibilmente
con le esigenze di tutela della biodiversità naturale;
e) contribuire alla diffusione della conoscenza e dello studio dell'etnografia
dell'alta Brianza, collaborando con i comuni, le province, le istituzioni interessate
e le scuole di ogni ordine e grado;
f) realizzare attività dirette alla educazione permanente dei cittadini
e alla valorizzazione turistica del territorio;
g) diffondere una sensibilità antropologica nei propri visitatori e nella
popolazione del territorio anche attraverso collaborazioni con altri musei,
con le università e con altri istituti scientifici, in particolare del
settore etnoantropologico.
Art. 2 Patrimonio
Il patrimonio del Museo, affidato in consegna dal Consorzio al Direttore, comprende:
a) oggetti della vita quotidiana, strumenti di lavoro e documenti d’epoca
(a stampa, fotografie);
b) documenti fotografici, registrazioni sonore, filmati di interesse etnografico;
c) apparecchiature tecniche per la diffusione di documenti in video e di documenti
sonori;
d) materiale bibliografico.
Art. 3 Disposizioni generali sulla gestione delle raccolte
A) Inventari e schedari. Ogni oggetto ed ogni documento utilizzabile per mostre
ed esposizioni, che entrino nel Museo debbono immediatamente essere registrati
con i principali dati di riconoscimento (nome dialettale e italiano dell’oggetto,
data di consegna, nome del donatore e del possessore, epoca e luogo d’uso)
nell’Inventario generale di ingresso del Museo o, se depositati temporaneamente,
nell’Inventario dei Depositi, e contrassegnato con un numero distintivo
che non sarà più mutato; nel più breve tempo possibile
fotografati e schedati.
B) Prestiti e trasferimenti temporanei. Nessun oggetto e nessun documento inventariato
può essere portato fuori dal Museo senza l’autorizzazione del Direttore
del Museo. Per i prestiti alle mostre il Direttore redige le norme che li regolano
e le sottopone per l’approvazione al Comitato Scientifico e alla presidenza
del Consorzio. Non è consentita l’assegnazione anche temporanea
di oggetti e documenti originali delle raccolte per l’arredamento e la
decorazione di sedi e di uffici di qualsiasi Ente.
C) Acquisti, donazioni, cessioni, depositi. Gli acquisti, le donazioni e i legati
di oggetti e documenti da immettere nelle raccolte del Museo sono deliberati
e accettati dal Consorzio su proposta del Direttore. I depositi possono essere
accettati dal Consorzio su proposta del Direttore. Il Museo ha verso i depositanti
i soli obblighi e diritti che sono determinati dal Codice Civile. Nessuna opera
del Museo, una volta accettata e inventariata, può essere venduta o essere
alienata; solo temporaneamente può essere depositata presso altro istituto
museale.
D) Riproduzioni, fotografie, riprese sonore e in video. Sono consentite le riprese
fotografiche, sonore e videofilmate all’interno del Museo e nei suoi spazi
espositivi esclusivamente per un uso privato. E’ indispensabile l’autorizzazione
scritta del Direttore nel caso tali riprese fotografiche, sonore e videofilmate
siano destinate a qualche forma di pubblicazione. Per la acquisizione in copia
di documenti scritti, fotografici, sonori e videofilmati conservati dal Museo
sono previste apposite tariffe e comunque è possibile procedere alla
riproduzione solo con l’autorizzazione scritta del Direttore e dell’autore
della ricerca documentaria (fotografo, intervistatore, operatore ecc.).
Art. 4 Accesso al Museo
Il Museo ha il dovere di aprire le proprie sale al pubblico per almeno 25 ore
a settimana, compresa la domenica.
Il Museo deve assicurare la sicurezza degli oggetti custoditi e dei visitatori.
Il Consiglio di amministrazione del Consorzio, su proposta del Direttore, stabilisce
le modalità di ingresso nel Museo e gli orari di apertura, il prezzo
del biglietto di ingresso e le facilitazioni relative a particolari categorie
di visitatori;
Il Presidente del consorzio ha facoltà di rilasciare tessere permanenti
o annuali di libero ingresso al Museo o alle mostre e alle manifestazioni organizzate
dal Museo stesso, a persone benemerite, studiosi, professori di discipline etnoantropologiche
e storicosociali;
Per il pieno adempimento degli scopi propri ad istituti di cultura e di educazione
quali sono i musei, tutte le raccolte debbono essere visibili e consultabili.
Per quelle conservate nei depositi, che dovranno essere facilmente accessibili
e modernamente organizzati, la direzione stabilisce le cautele e le prescrizioni
da osservarsi per la consultazione, l’esame e lo studio. Oggetti di particolare
pregio, delicatezza e fragilità potranno essere esaminati e studiati
dietro domanda e con speciali cautele alla presenza del Direttore o di un suo
delegato;
Ogni oggetto deve essere corredato singolarmente dai seguenti dati: nome dialettale
e italiano dell’oggetto, data di acquisizione, nome del donatore e del
possessore, nome del costruttore (se conosciuto), epoca e luogo d’uso,
e, nel caso di legati o depositi, con l’indicazione del legatario e del
depositario.
Premesso che il consorzio e il Museo non svolgono alcuna attività d’impresa
e che eventuali attività commerciali hanno carattere meramente accessorio
o strumentale dell’attività istituzionale, il Museo può
gestire in proprio un punto di vendita finalizzato a fornire un servizio al
pubblico. All’ingresso del Museo, in luogo separato dalle sale di esposizione
degli oggetti, individuato e autorizzato dal consorzio, è consentita
quindi la vendita di pubblicazioni, cartoline, diapositive, guide, mappe, cataloghi,
prodotti multimediali, fotografie, riproduzioni, oggetti regalo, che abbiano
evidente riferimento al Museo stesso e ad altre realtà museali ad esso
collegate;
Le sale del Museo sono disponibili esclusivamente per ospitare manifestazioni
culturali, autorizzate dal consorzio su proposta del Direttore, eventualmente
anche in collaborazione con i donatori e gli Amici del Museo. Il nome il logo
e l’immagine intera del Museo non sono in vendita e possono essere concessi
a benefattori e mecenati che contribuiscono in modo rilevante all’attività
istituzionale del Museo, in particolare all’incremento, alla gestione,
alla manutenzione delle raccolte e delle sale di esposizione.
Art. 5 Personale del Museo
Il Museo si giova dell’opera del seguente personale:
a) il Direttore;
b) il Responsabile dei servizi educativi;
c) il Responsabile della sicurezza;
d) l’addetto ai servizi di custodia.
Art. 6 Il Direttore
Il Direttore del Museo è nominato con incarico annuale o pluriennale
dal Consiglio di Amministrazione del Consorzio fra docenti universitari, esperti
o cultori di chiara fama nelle discipline etnografiche, storiche, antropologiche,
museologiche o comunque attinenti alle finalità del Museo.
Il Direttore, nel rispetto delle funzioni di indirizzo e controllo del Consiglio
d’amministrazione del Parco Monte Barro, è pienamente responsabile
dello sviluppo e dell’attuazione del progetto culturale e Scientifico
del Museo stesso, della sua gestione complessiva, della conservazione, valorizzazione,
promozione e godimento pubblico dei beni culturali in esso contenuti e della
ricerca scientifica ad essi connessa. E’ garante dell’attività
del Museo nei confronti dell’amministrazione del Parco, dei cittadini
e delle superiori autorità di tutela (Regione Lombardia, Sovrintentenza).
In particolare:
a. è il custode dell’identità del Museo.
b. elabora i programmi annuali e pluriennali di sviluppo del Museo, in riferimento
all’attività di ricerca, alla gestione delle collezioni, agli allestimenti
e alle esposizioni del patrimonio, nonché ai rapporti del Museo con il
pubblico mediante i servizi di comunicazione, di promozione e di educazione;
c. dirige il Museo e prepara l'annuale relazione sull'attività del Museo
proponendo il relativo programma al Direttore del Parco, al Presidente del consorzio
e al Comitato Scientifico, eseguendone le deliberazioni in merito al funzionamento
del Museo sotto l’aspetto didattico, Scientifico e culturale;
d. predispone annualmente con il Direttore del Parco il bilancio preventivo
e il bilancio consuntivo del Museo, che devono essere contenuti nei limiti di
spesa previsti nel bilancio generale del consorzio;
e. concorre, in collegamento con gli organi competenti, alla salvaguardia e
alla valorizzazione del territorio;
f. rappresenta con il Presidente del Parco il Museo verso l’esterno e
ne promuove l’immagine pubblica;
g. è responsabile delle risorse assegnate al MEAB, della pianificazione
economica e concorre al reperimento delle risorse economiche per le sue attività;
h. è consegnatario delle collezioni del Museo e dà disposizioni
per collocare e conservare il materiale documentario fotografico, il materiale
audio, video, multimediale, e ne ha la responsabilità nei confronti dell’ente
proprietario, agli organi di controllo e di tutela competenti;
i. sovrintende al funzionamento della biblioteca del Museo e autorizza il prestito
delle pubblicazioni ivi conservate.
j. provvede alla organizzazione e alla gestione delle risorse umane, tecniche
e strumentali, ripartendo il lavoro fra i collaboratori volontari e il personale
di ruolo o incaricato messo a disposizione dal consorzio;
k. cura le edizioni del Museo;
l. cura i rapporti con istituti, enti e studiosi italiani e stranieri;
m. propone al Consiglio di Amministrazione del Parco progetti di ricerca e di
valorizzazione del patrimonio culturale che possono richiedere accordi con istituzioni
pubbliche e private.
Art. 7 Il Responsabile dei servizi educativi
Il Responsabile dei servizi educativi è nominato con incarico annuale
dal Consiglio di amministrazione del consorzio in virtù del possesso
della laurea in discipline attinenti la missione del Museo e di una specifica
competenza professionale riguardo ai processi di educazione, divulgazione e
comunicazione ed opera, in collaborazione con il Direttore del Museo, nella
riflessione e nella definizione dell’identità e delle finalità
del Museo.
In particolare il Responsabile dei servizi educativi:
a. svolge attività di ricerca per rendere esplicita la valenza comunicativa
e didattica degli oggetti o dei documenti del patrimonio culturale utilizzato
con le scuole o con i destinatari delle attività educative;
b. coordina le attività degli operatori didattici;
c. è il referente privilegiato del Museo per il mondo della scuola e
per gli altri soggetti che usufruiscono dei servizi e delle attività
educative;
d. si occupa della documentazione, della verifica e della valutazione di dette
attività.
e. esprime le sue proposte sui contenuti della comunicazione ai visitatori del
Museo, e sui media più opportuni;
Art. 8 Il Responsabile della sicurezza
Il Responsabile della sicurezza è nominato con incarico annuale dal
Consiglio di amministrazione del consorzio in virtù di una laurea ad
indirizzo tecnico e di una specifica competenza professionale ed interviene
in tutti i processi del Museo inerenti la sicurezza delle persone, del patrimonio
mobile e immobile.
In particolare:
a. è responsabile del corretto funzionamento degli impianti, ne garantisce
lo stato di efficienza e ne assicura la manutenzione a cadenze periodiche secondo
la normativa vigente;
b. conserva e aggiorna il fascicolo con gli schemi degli impianti esistenti
nell’edificio e ne mantiene il registro dei controlli;
c. controlla e monitora lo stato di conservazione delle strutture edilizie;
d. collabora con la direzione del Parco e la direzione del Museo nell’analisi,
nella valutazione e nella gestione dei rischi rispetto a persone, beni mobili
e immobili;
e. elabora programmi di prevenzione e protezione, nonché alla redazione
delle relative procedure e sistemi di controllo;
f. elabora programmi di formazione, informazione e aggiornamento del personale.
Art. 9 L’addetto ai servizi di custodia
L’amministrazione garantisce il servizio di custodia attraverso i volontari
dell’Associazione degli Amici del MEAB, secondo i termini della convenzione
sottoscritta con essa.
Gli addetti ai servizi di custodia esercitano la loro opera nell’ambito
della sorveglianza degli ambienti e delle collezioni e del primo contatto con
l’utenza.
In particolare, in conformità alle disposizioni del Direttore e del responsabile
della sicurezza, provvedono a:
a. la vigilanza e la sicurezza delle persone, dei beni immobili e mobili, dei
locali espositivi e dei depositi del Museo;
b. l’accoglienza e la prima informazione al pubblico;
c. il rispetto del corretto comportamento degli utenti del Museo;
d. la registrazione degli ingressi dei visitatori, la distribuzione dei biglietti
e la vendita delle pubblicazioni del Museo;
e. il controllo dell’efficienza delle apparecchiature tecniche e degli
impianti del Museo;
f. il loro intervento in situazioni non ordinarie, segnalando le anomalie al
personale competente e avvisando, in caso di pericolo, il Responsabile della
sicurezza;
g. l’apertura e la chiusura del Museo, custodendone le chiavi.
Art. 10 Il Comitato Scientifico
Il Comitato Scientifico esamina annualmente ed esprime un parere sulla relazione
del Direttore in merito all’attività svolta dal Museo e al programma
per il nuovo anno, parere che inoltra al Consiglio di amministrazione del consorzio
Parco Monte Barro ed al Direttore del Parco.
Il Comitato Scientifico è nominato dal Consiglio di Amministrazione del
Consorzio, ha la durata di quattro anni ed è composto da tre persone
scelte tra docenti universitari o esperti e cultori di chiara fama nelle discipline
etnografiche, storiche, antropologiche, Museologiche o comunque attinenti alle
finalità del Museo.
Alle sedute del Comitato Scientifico del Museo intervengono il Direttore del
Museo, che ha il compito di convocare e presiedere il Comitato, il Direttore
ed il Presidente del Parco Monte Barro.
Possono essere chiamati a far parte del Comitato come membri aggregati - anche
limitatamente a iniziative specifiche - rappresentanti di organismi scientifici
che operano nei settori di pertinenza del Museo.
Ai membri del Comitato Scientifico verrà corrisposto un gettone di presenza
per ogni seduta alla quale abbiano effettivamente partecipato, nella misura
determinata dal Consiglio di amministrazione del consorzio.
Il Comitato Scientifico si riunisce obbligatoriamente almeno una volta l'anno,
su iniziativa del Direttore del Museo o su richiesta di almeno due dei suoi
membri.
Delle adunanze sarà steso particolare verbale a cura del Direttore del
Museo e, in sua assenza, da un membro del Comitato Scientifico da lui designato.
Art. 11 Gli Amici dei Museo
Gli amici del Museo sono costituiti in associazione al fine di cooperare con
maggiore efficacia a realizzare le finalità e la missione del Museo.
L’attività dell’associazione, l’assegnazione e la durata
delle cariche vengono regolate da apposito statuto.
Il Consiglio di amministrazione del consorzio può attribuire, su segnalazione
del Direttore del Museo o del Comitato Scientifico la qualifica di "amico
del Museo" a coloro che abbiano significativamente contribuito allo sviluppo
e al potenziamento del Museo, nonché ai cultori di scienze etnografiche
o storiche che abbiano acquisito particolari meriti nella documentazione e nella
illustrazione della vita del territorio.
Il Direttore del Museo convoca e presiede una riunione annuale ordinaria dell’associazione
per informare gli amici del Museo dell’attività del MEAB. Il Presidente
dell’associazione può disporre altre riunioni straordinarie per
gli adempimenti di competenza e per promuovere eventuali attività di
animazione culturale.
Art. 12 Spese di funzionamento dei Museo etnografico
Il consorzio garantisce un adeguato finanziamento per la sede ed il funzionamento
del Museo, affinché possa realizzare i sui programmi secondo le finalità
istituzionali, compatibilmente con le risorse finanziarie complessive del consorzio
stesso.
In vigore dal 1 settembre 2005
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