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Villa Bertarelli

Villa Bertarelli ospita la sede del Parco Monte Barro e  del Centro Flora Autoctona, e i suoi splendidi giardini sono visitabili ogni sabato non festivo (consulta la pagina Contatti).

La storia

Le immagini della villa
Tra il settecento e l’ottocento numerose ville furono costruite nella zona di Galbiate con lo scopo di permettere alla nobiltà di aver un luogo in cui trascorrere periodi di villeggiatura.
Villa Bertarelli tra queste spicca per la sua posizione: un prezioso balcone che sembra abbracciare lo splendido panorama dei laghi briantei visibili già dall’entrata principale. E’ una preziosa villa del settecento, ubicata nell’antico quartiere Rizzolo di Galbiate, lungo la strada che porta a Camporeso.

La prima attestazione della villa risale alla rilevazione del catasto teresiano del 1721. Verso la fine del Settecento la villa fu per pochi anni di proprietà di Luigi Villa, uomo di spicco nella Milano napoleonica, e nel 1799 passò al banchiere Pietro Ballabio, cui seguì il figlio Giovanni nel 1837.

Fu con i Ballabio che si diede una prima sistemazione ai giardini e all’area che si trova di fronte all’ingresso principale, che venne organizzato a frutteto e brolo, mentre le balze affacciate sui laghi vennero trasformate in giardini formali, realizzando fontane, ninfeo e parterre decorati con mosaici di sassi di ispirazione romana e gusto tardosettecentesco.
Giuseppe Bovara nel 1816 disegnò la cancellata a forma di esedra all’ingresso del brolo.
Il poeta Carlo Porta soggiornò più volte ospite di Pietro Ballabio nel periodo 1801-1815.

Il più organico e qualificante intervento di restauro della villa e ampliamento dei giardini avvenne con i Bertarelli, un’antica famiglia milanese dedita ai commerci di medicinali e coloniali e alle attività bancarie: essi nel 1873 si insediarono in questa casa di villeggiatura alla quale erano allora annesse 1600 pertiche di terreni distribuiti fra i comuni di Galbiate, Sala al Barro, Bartesate, Villa Vergano e Olginate e vi rimasero fino al 1935 quando l’ultimo superstite, il dr. Ambrogio, morì senza eredi come gli altri quattro fratelli che l’avevano preceduto.
Promossero una radicale ristrutturazione del parco ricorrendo all’opera dell’ing. Carlo Santamaria, probabile ideatore della serra e del pergolato.
È invece ben documentata l’opera dell’arch. Piero Portaluppi (1888-1967) negli anni 1911-1913 nel restauro della villa alla quale conferì un grazioso aspetto neo-barocchetto che traspare negli affreschi floreali attorno alle finestre, nei fregi sottogronda e nelle aperture trilobate che trovano rimando nella grande vasca del giardino paesaggistico inferiore.

Nel giugno 1938 la villa venne acquistata dall’industriale lecchese cav. Ernesto Bonaiti che autorizzava prima la villeggiatura, poi l’utilizzo della villa in tempo di guerra (1942-1945) dell’Istituto Magistrale M. Immacolata di Milano, retto dalle suore di Maria Bambina cui appartenevano anche due sue figlie religiose.

Nel 1954 il compendio Bertarelli fu donato dal padre alle due suore come dote e dal 1965 cominciò a funzionare come casa di riposo per religiose anziane.

A Ottobre 2003 la villa è stata acquistata dal Comune di Galbiate e dal Parco Monte Barro, che è proprietario anche dei giardini e della serra storica.

Per approfondire la conoscenza di villa Bertarelli, leggi il testo del Prof. Giuseppe Panzeri (in pdf).

La Villa

E’ uno splendido edificio impreziosito con fregi a rilievo, preziose colonne di granito e balaustre in ferro battuto.

Di particolare pregio e parte integrante della villa sono i giardini, composti da circa 7000 mq distribuiti su quote diverse, a elevata biodiversità, grazie alla varietà di specie arboree presenti. Le particolarità sono apprezzabili grazie ai percorsi didattici relativi all’evoluzione vegetale e alla biodiversità – a cura del CFA - inseriti nel contesto e facilmente fruibili, in quanto creati utilizzando i camminamenti sotterranei preesistenti.
Dall’entrata della villa, osservando i giardini, si ha l’impressione di ammirare un meraviglioso dipinto dove la cornice degli alberi presente nel giardino valorizza il panorama.

I giardini sono stati creati e curati come un’opera d’arte, studiati su tre livelli, uniti da una scalinata terminante con una fontana arricchita da un mosaico di sassi.

Dalla villa si può arrivare ai giardini passando attraverso un primo balcone con la caratteristica esedra, sulla quale poggia un pergolato con uno splendido glicine, che durante il periodo di fioritura, adorna in modo incantevole questo caratteristico angolo del Parco.

Scendendo si giunge nella zona del giardino all’italiana formato da siepi di bosso, uno scorcio di arte ed equilibrio che offre ai visitatori un’opera di grande gusto estetico.

Scendendo ancora ci si trova nella parte più vasta del giardino con camminamenti che permettono di osservare tutte le peculiarità del luogo: dalla serra storica (tuttora utilizzata dal CFA, come visibile nella fotografia), ai tunnel sotterranei (ora adibiti a percorsi didattici), ai maestosi cedri e faggi, alla caratteristica fontana Portaluppi, al Poggio della Brianza e al giardino paesaggistico.

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